VIAGGIATORE SOCIALE
Un acrobata senza rete è forse l'immagine che meglio esprime il lavoro dell'operatore sociale di strada.
Figura che si è venuta pian piano imponendo all'interno delle politiche sociali ed educative negli ultimi 30 anni e che oggi assume nuovi
contorni e prospettive. Il suo posto di lavoro è la strada , luogo fisico e simbolico dell'incontro o dell'indifferenza.
Opera a diretto contatto con i giovani e quanti vivono situazioni di marginalità lavorando per il recupero e la prevenzione.
Ma soprattutto è un operatore della relazione difficile, critica, estrema.
È un professionista dell'aiuto ma prima ancora è uno
che ascolta, condivide, cerca di capire le culture, le situazioni, le paure e le potenzialità di chi incontra. È un esploratore di
mondi sconosciuti e spesso rifiutati ma nello stesso tempo è costruttore di ponti tra questi mondi che si sfiorano e si ignorano sulla
strada e nelle periferie delle città. L'operatore di strada lavora prevalentemente per gli enti pubblici e mantiene, come metodologia di
intervento, una forte informalità nell'approccio al territorio. Lavora contattando e creando relazioni con i gruppi informali che hanno
nelle piazze e nella strada in genere (bar, pub, circoli, discoteche, etc.) il loro radicamento principale, e cercando di costruire con
loro dei processi e dei progetti di partecipazione e ascolto. Stabilito un rapporto di fiducia, l'operatore suggerisce modalità e percorsi
di realizzazione personale e di gruppo, in materia di studio, lavoro, problematiche familiari, tempo libero, etc.